Preparare il primo incontro con Bilbo, tra pagina, grande schermo e banchi di scuola


Consigli per i professori dei nostri ragazzi e non solo! Genitori, fratelli maggiori e chi più ne ha, ne metta. Articolo dedicato alla mia professoressa delle medie Maria Vittoria, che l’anno scorso mi chiese come si dovesse preparare al film Un Viaggio Inaspettato insieme alla sua classe.

Tolkien è approdato a scuola! Forse non è una vera e propria costante delle Scuole Medie Inferiori italiane, ma da qualche tempo i nostri ragazzi(ni) si portano Bilbo nello zaino. (Non fraintendete, va bene che è un Piccoletto e che i nostri ragazzi si spaccano la schiena con le cartelle, ma questa non è una cronistoria di un maltrattamento sui minori.)

La copertina de               La Biblioteca di Bilbo

Molti professori e professoresse infatti riconoscono a Lo Hobbit, nello stretto rapporto in prima persona con l’opera, un grande potere educativo alla letteratura e alla vita. Lo possiamo trovare sui banchi di fianco a Il Diario di Anna Frank, a Il Piccolo Principe di Saint-Exupéry , ai libri di Ende che sono presenti già da tempo e a molti altri, talvolta come testo di narrativa per l’intero anno scolastico e, sempre più spesso, nelle antologie attraverso stralci particolarmente significativi. Non è infrequente che in tali antologie ci sia addirittura una scheda tematica, una sezione, un capitolo, che raccolga Lo HobbitIl Signore degli Anelli Le Cronache di Narnia di Lewis.

Recente è anche la pubblicazione di un’antologia totalmente dedicata a Lo Hobbit e a Il Signore degli Anelli.

Tutto questo non può che farci un’immenso piacere.

Le difficoltà che Tolkien ha dovuto superare per ottenere il suo giusto posto nella letteratura fondamentale sono state asprissime negli anni, sia come fenomeno globale che italiano. Per lo più rimbalzato da una nicchia all’altra, da un’ideologia conservatrice (in Italia) ad una posizione anti-sistemica (negli USA), imbracciato o condannato da questa o quell’altra parte politica, Tolkien ha dovuto aspettare gli ultimi decenni per essere riconosciuto, almeno da una parte, patrimonio della cultura occidentale. Se una certa critica lo guarda ancora dall’alto (o lo fraintende tremendamente), si è però oramai inserita nel mondo dell’insegnamento una (forse due) generazione di lettori di Tolkien che lo considerano un inscindibile compagno di vita. Così, oramai i nostri giovinetti possono incontrarlo nelle ore scolastiche, laddove prima bisogna essere nati in una famiglia di “tolkieniani”, o affidarsi al passaparola degli anni successivi, nell’adolescenza. Non che fosse sconosciuto, ma subiva la pessima fama di poter soddisfare soltanto un certo gusto, legato esclusivamente agli anni giovanili. Rari ma attivissimi gruppi culturali hanno sempre cercato di diffonderne il valore universale, anche in Italia.

Innegabile è il contributo estensivo della produzione cinematografica, la trilogia di Peter Jackson, alla diffusione de Il Signore degli Anelli negli ultimi 15 anni. Se da una parte tramutava la lettura del testo come un puro fenomeno di consumo del momento, dall’altra per la forza delle pagine di Tolkien vinceva, in molti lettori, una commozione sincera ed un arricchimento già cominciato sul grande schermo.

Peter Jackson all’inizio della 2a trilogia, momento di rara magrezza.

La situazione si ripete, sia pur con le dovute proporzioni, in quest’ultimo anno e nei prossimi a venire con la continuazione (o meglio la “precursione”) del lavoro di Jackson, con Lo Hobbit.

Il rischio educativo Accanto ad un valore educativo si accompagna sempre un rischio, ogni insegnante dovrebbe saperlo bene. Nel proporre un testo, un ragazzo (ma anche un adulto) viene posto di fronte ad un oggetto vivo che va trattato per la portata (1) che ha, (2) che il ragazzo può capire. Tanto il libro che il giovane lettore necessitano di una cura costante, di delicatezza e anche di discrezione, perché le sue riflessioni  non siano la replica asettica delle parole del professore: questo non avvierebbe una crescita nello studente e probabilmente inibirebbe il fascino del testo proposto. Di fronte a pensieri così nascenti, vista l’età, ai momenti sorgivi di una coscienza in atto, bisogna sapere intervenire in modo sicuro ma mai sostitutivo e allo stesso modo bisogna saper scegliere i giusti strumenti.

Oltre ai rischi che riguardano il giusto approccio alla materia e agli studenti, un insegnante che sceglie di proporre Tolkien deve però guardarsi dai rischi esterni al solo insegnamento. Non è un mistero che l’onda cinematografica abbia avuto anche risvolti di esclusivo carattere svagante: il settore video-ludico ne ha fatto sfruttamento indiscriminato su tutti e quanti fan-groups nelle rete (oramai canale preferenziale dei giovanissimi) confondono passione ed idolatria? Si tratta di distrazioni sensibili per un ragazzo della fascia adolescenziale e soprattutto pre-adolescenziale (e purtroppo anche per quelle successive ultimamente), che tendono a mettere in secondo piano, se non proprio estirpare, l’aspetto educativo, trattenendo solo ciò che è più appariscente.

Li portiamo al Cinema?

E’ naturale dunque che sorga la domanda su quanto possa essere benefico o compromettente l’uso dei film di Jackson per raccontare di Tolkien ai propri ragazzi. La risposta non può che passare attraverso l’esperienza personale del professore e la stima che si porta all’opera cinematografica. L’autore non ha velleità di intromettersi nei programmi dei professori con voce tonante, ci mancherebbe. Tanto più, se un professore non stimasse i film di Jackson e portasse i ragazzi a prenderne visione, sarebbe comunque un accompagnamento superfluo. [Sulla bontà dei film in senso stretto si discuterà altrove, sempre in questa pagina.]

Se la risposta è positiva (o tentativamente positiva), quelli che seguono sono dei consigli su come muoversi con la propria classe, con i propri figli, con i propri fratellini/sorelline, di modo da poter approfondire il più possibile una conoscenza gustosa e fedele di Tolkien , attraverso la visione dell’imminente film Lo Hobbit – La Desolazione di Smaug.

CONTINUA  A  PG.2 >>

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