Galeotto non fu il copione, né chi lo scrisse!


Carc Tauriel

Eh, sì, infine se ne parla.
La pietra dello scandalo, la scurrilità gratuita, finanche la blasfemia.
Oppure no?

La caduta di stile, ad aggravare un giudizio sugli sceneggiatori della Desolazione di Smaug più spesso del solito davvero poco clemente, avviene con consenso generale durante l’incarcerazione di Kili. Il giovane Nano pronuncia una provocazione alla bella e fulva capitana delle guardie, l’Elfa Nandorin Tauriel, che, nel trasudare di malizia, dimostra inequivocabilmente come la linea narrativa tra i due sia un affronto bello e buono (anzi, di pessimo gusto) a Tolkien e alla sua trattazione magnifica dell’amore come parte decisiva dell’Epica.

No, qui Jackson si è permesso troppo; o, se proprio non poteva farne a meno, avrebbe dovuto lasciare questo siparietto alla versione estesa. Come già fatto per l’ubriaco Gimli che si abbandona a scenari di balneazioni disinibite con “donnine” dei Nani fin troppo caratteristiche in Il Ritorno del Re, o per lo stesso Kili che fatica a distinguere un femmineo suonatore elfico alla tavola di Elrond dalle accompagnatrici in Un Viaggio Inaspettato. Ma così, spudoratamente e senza nemmeno un briciolo della carica comica che invece altrove c’è, siamo ben oltre il consentito. Poi con Fran Walsh e Philippa Boyens che hanno curato testi tanto fini in diversi altri frangenti! Si doveva puntare molto più in alto.

Insomma, una scelta già di per sé molto ostica, quella di sottointendere o esprimere un affetto tra un Nano ed un’Elfa quasi fosse un proto-Gimli, un antesignano indegno, finisce per franare ancor prima di iniziare. Perfettamente a tema, secondo queste critiche, la caduta di stile: tra i più malevoli commenti ho letto che Jackson ha voluto la botte piena (il gusto dei giovanissimi) e la moglie ubriaca, ovvero senza per questo ritenere di venir meno al cuore dei testi, come in una sicumera d’infallibilità personale; il riferimento andava ben oltre il proverbiale, volendo al contempo intendere che la moglie ubriaca fosse la moglie reale, Frances Rosemary.

Eppure … qualcuno ha mai trovato lo stesso sdegno per quei 20 secondi nel web non italiano? Fate una rapida prova.

Dunque, la battuta imputata (e già condannata e linciata) è questa:

Kili
Non vuoi perquisirmi?
Potrei avere di tutto nei pantaloni.

Tauriel
O niente!

Ed ora proviamo ad ascoltare com’è nel montaggio definitivo originale della versione cinematografica:

Come si può vedere dal link Youtube, non siamo né detentori né responsabili della pubblicazione del materiale video. Si fa invece notare che la didascalia è “I laughed so much..but only by the german version.”

Kili
Aren’t you going to search me?
I could have anything down my trousers.

Tauriel
Or nothing.

Ho marcato le parole su cui la traduzione annaspa un pochino. Tuttavia la prima cosa da segnalare è che la diversa impostazione della scena e della recitazione degli attori Aidan Turner ed Evangeline Lilly.

  • Nella prima frase di Kili, l’enfasi è su “me“.
    Nell’Italiano la particella pronominale oggetto diventa una desinenza e così si perde il dettaglio enfatico.
  • Tauriel sembra abbastanza stranita dalla domanda, come se fosse ingenua. Nel contesto di questa sola scena la sua perplessità non ha motivo di essere: una perquisizione sarebbe d’obbligo. Certo, se Kili l’avesse chiesto esattamente a lei, il motivo potrebbe essere la diversità di sesso, ma così si finisce per ammettere che le guardie fossero alquanto disorganizzate.
  • Kili non è affatto canzonatorio nello spiegare il perché della sua domanda. Lo sguardo di Tauriel, anzi, lo intimidisce e lo fa parlare molto rapidamente e la frase quasi gli muore in gola.
    Il doppiaggio italiano di Stefano Crescentini restituisce un risultato a metà, abbastanza ambiguo per far credere alla provocazione maliziosa.
  • Tauriel coglie l’occasione dell’incertezza nella fine di frase di Kili e pronuncia la sua battuta come a chiuderla. Risponde in modo pulito ed esplicativo.
    Il doppiaggio di Daniela Calò è contraddistinto da un tono sprezzante, a zittire Kili in una situazione di superiorità verbale (e non soltanto). E’ quest’ultima risposta a definire nell’ascoltatore il senso della frase precedente di Kili.

E’ singolare la differenza tra la recitazione dei due attori e la recitazione vocale dei doppiatori. Perché, infatti, se il senso dello scambio è una malizia così poco implicita, Kili ne esce tanto ridimensionato e Tauriel è così conciliante nella lingua originale e nella mimica (che dovrebbe essere un allerta anche per noi) ? E’ credibile che Kili, colpito da Tauriel, continui un simile scherzo nonostante il disagio e che soprattutto Tauriel stia al gioco, ma con tanta tranquillità?
Nella cura del doppiaggio è evidente che sia prevalsa l’idea che la traduzione non dovesse essere un’altra da quella che abbiamo ascoltato. Questo implica che gli attori abbiano sbagliato tanto grossolanamente e senza correggere, oppure che il regista e i montatori abbiano scelto un ciak da scartare e che nessuno abbia fatto notare gli errori. I doppiatori avrebbero quindi corretto gli attori.

Una soluzione difficilmente sostenibile. A fronte di diverse traduzioni possibili, è certamente più assennato ricavare il senso delle battute da elementi esterni al copione testuale o al solo scambio dei due, anziché dover ammettere una tale mole di sbagli. E’ anche vero che potrebbe essere pervenuta a Francesco Vairano (direttore del doppiaggio) una versione del video non ottimale per comprendere l’evoluzione delle scene; sono strategie comuni come oscurare anche la maggior parte il video quando si invia il film alle sale di doppiaggio estere e servono principalmente a contrastare la pirateria, ma Vairano è sempre riuscito ad ottenere (finora) una versione dei film quantomeno capace di restituire l’autenticità della narrazione.
Comunque, errore giustificato o ingiustificato che sia, a questo punto è più credibile che la traduzione corretta sia un’altra, probabilmente una che dia motivo di ogni fattore che agisce nella costruzione della scena.

CONTINUA  >>

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25 pensieri su “Galeotto non fu il copione, né chi lo scrisse!”

  1. Molto interessante. Personalmente questi 20 secondi non mi hanno spiazzato, anzi, mi hanno rubato un sorrisetto. Si poteva evitare sì, ma sicuramente non è motivo di “fallimento” degli sceneggiatori. La storia Kili-Tauriel non è una mera questione di marketing per attirare ragazzine, il terzo film lo dimostrerà. Non ci vuole certo un genio per capire dove vuole andare a parare Jackson con loro due…

  2. Complimenti vivissimi per l’articolo, appassionante anche se il tema è tutt’altro che facile. Credo anch’io che la battuta sia assolutamente di troppo, però purtroppo sia di qua che di là dall’oceano la scurrilità paga, anche se velata, non certo come all’epoca di Tolkien.

    1. Veramente sembra che tu abbia capito l’opposto di quanto spieghiamo nell’articolo. La battuta originale la promuoviamo totalmente, anzi speriamo che Vairano corregga il doppiaggio in tempo, se non per l’uscita dell’HomeVideo di Aprile, almeno per l’Estesa.

  3. Ho letto con interesse il vostro ragionamento.
    L’ho trovato anche convincente, in realtà, eccetto che per un punto: “trousers”. Reputo poco incisiva la vostra lettura a riguardo: si minimizza una scelta lessicale per lo meno discutibile.
    Tra tutte le “sciocchezze disarticolate” tra cui gli sceneggiatori avrebbero potuto scegliere per esprimere “puro imbarazzo”, mi pare che questa sia troppo ammiccante. Non credo sia possibile negare con così tanta decisione qualsiasi malizia di fondo (al di là della volgarizzazione estrema del doppiaggio italiano, che vi ringrazio di aver fatto notare con così tanta precisione).

  4. Posso anche concordare che i sentimenti e le emozioni dei personaggi mentre pronunciano le battute siano differenti nella versione originale, ma sono ancora convinto che l’allusione di Kíli sia di tipo sessuale, che Tauriel l’abbia capita e gli risponda “per le rime”.

    1. Allora devi sapere spiegare perché si preferisce down a in e soprattutto questa interpretazione, citando:
      Kili non è affatto canzonatorio nello spiegare il perché della sua domanda. Lo sguardo di Tauriel, anzi, lo intimidisce e lo fa parlare molto rapidamente e la frase quasi gli muore in gola.

      Perché se non si riescono a spiegare queste scelte di sceneggiatura e recitazione, altrimenti contraddittorie rispetto alla traduzione del doppiaggio, è un parere abbastanza campato per aria. Tauriel in lingua originale non risponde “per le rime”, non sta al gioco di Kili né assecondandolo né reagendo, ma in piena autonomia.

      1. Io semplicemente non riesco a schiodarmi dal fatto che se un “uomo”, rivolgendosi ad una “donna” fa riferimento a quello che può essere contenuto nei suoi pantaloni/braghe/calzoni si sta ambiguamente riferendo alle sue parti intime.
        Potrei concedere il beneficio del dubbio in un contesto differente, ma in questo film dove c’è una flirt tra i personaggi direi che l’intento della battuta è quello, con anche tutte le attenuanti recitative del caso.

        Consideriamo poi anche tutte le dicerie sui “nani” e la loro “virtù”, ma magari qui sono davvero io quello troppo malizioso!

  5. Articolo interessante e stilisticamente molto ben fatto, MA devo ammettere che leggendolo mi é parso come un continuo tentativo di “arrampicarsi sugli specchi” per giustificare questa scena del film, che per me non ha nenache bisogno di essere giustificata….
    Non voglio essere frainteso: è assolutamente esatto tutto il discorso linguistico e la differente traduzione, ma è indubbio che la frase originale (in inglese) abbia chiaramente un doppio senso nascosto che nella versione italiana è
    stato erroneamente palesato, ma non è questo il problema…
    Ció che secondo me sarebbe assolutamente da condannare è questo ESAGERATO sdegno da parte dei più nei confronti di una battuta che mi ha semplicemente fatto sorgere un sorrisetto senza assolutamente dover gridare allo “scandalo” (si potrebbe paragonare questa scena alla battuta di Gimli sui “nani che fanno il bagno con le donnine pelose”).

    La necessitá di dover scrivere un articolo così ben articolato e curato come questo per poter stroncare le critiche nei confronti di una scena da appena 10 secondi (!!!) dimostra a mio parere che la maggior parte del pubblico si è fatto arrogante e presuntuoso cercando ad ogni costo di trovare il pelo nell’uovo per poter criticare questo film (La desolazione di Smaug) che invece è stato realizzato molto bene, come la maggior parte della critica COMPETENTE sostiene…
    Concludo dunque dicendo che il mio sdegno NON é nei confronti di questa scena, MA nei confronti di chi si rende presuntuoso denigrando l’ottimo lavoro di un maestro del cinema come Peter Jackson per una battuta da pochi secondi…

    1. Ragazzi, fate una ricerca e vediamo se su noti siti anglofoni d’informazione tolkieniana vi sembra di notare una simile manifestazione di sdegno.

      Quanto al significato originale, chiunque avesse una discreta dimestichezza con l’Inglese sia più semplice che più elevato, sa che non si userebbe un velo così spesso per celare una provocazione di questo tipo, nemmeno volendo sofisticarsi nella retorica. Come detto, il principale indicatore è la recitazione, ma per noi che siamo Italiani e dobbiamo risalire al significato dopo un ascolto italiano. In Inglese la preposizione e la 2a persona plurale non ammettono ambiguità.

      In conclusione, vi invito (tutti) a non usare il MAIUSCOLO a sproposito: se volete evidenziare un termine è sufficiente fare così, ovvero racchiudere nel tag “b” (senza virgolette, ma racchiuso in “>” e “<") il testo voluto. Per chiudere il codice si usa lo stesso marker con "/" prima di "b".

  6. Su siti stranieri (inglesi o di altre nazioni che siano) non troviamo particolari lamentele riguardo a questa scena semplicemente perché si sono resi conto che é assolutamente futile e quasi infantile lamentarsi per una banale battuta di pochissimi secondi!!!
    Anche per gli inglesi il doppio senso a sfondo sessuale é presente nella frase! Se non siete ancora convinti ve lo posso dimostrare invitandovi a vedere su you tube un simpaticissimo video dal titolo “How the desolation of Smaug should have ended”, in cui si ironizza su certe sequenze del film, come per esempio la rocambolesca fuga con i barili dal reame boscoso… Indovinate proprio su quale altra scena si fa ironia in tale video? Proprio sulla scena tra Kili e Thauriel e il suo doppio senso a sfondo sessuale! Quindi anche nella traduzione originale l’allusione, se non evidente, è comunque intuibile!!!
    Volete la prova del 9? Vi invito a chiedere ad un madre lingua inglese se lui ha colto o meno l’allusione sessuale nella battuta, senza dovervi scomodare nello sviscerare le frasi del copione originale…
    Semplicemente all’estero hanno piú buon senso nel giudicare i film, senza cercare il pelo nell’uovo pur di avere un pretesto per fare critiche distruttive!

    1. E’ precisamente probatorio del contrario, questo video. Deve introdurre la parodia, deve forzare il testo, per piegarlo a ciò che vuole esprimere.

      Innanzitutto pone l’atteggiamento di Kili nell’ammiccante spavalderia che si è qui negata (senza la quale down non può significare quanto si vorrebbe con la battuta), poi deve ridurre Tauriel ad una donnicciola sdegnata e volubile. Né l’uno né l’altro rispondono minimamente, la parodia va ben oltre il caricaturale, non rende solo esplicito ciò che è implicito, ma cerca elementi nuovi senza i quali la battuta non funzionerebbe.

      Ho già avuto modo di chiedere ad anglofoni madrelingua e ho solo che trovato conferme. Non prendiamoci in giro, Italiani o meno che si sia, una simile mancanza avrebbe indispettito chiunque avesse familiarità con lo scritto di Tolkien.

      1. Sincerente non penso proprio che l’ironia del suddetto video dimostri la vostra ipotesi, anzi dimostra che la frase ha effettivamente un significato nascosto… Ma siccome vedo che “ognuno tira l’acqua al suo mulino” ho cercato altre prove per dimostrarvi che il significato della battuta é lo stesso anche nella versione originale… Vi invito a leggere questo articolo (inglese) dove si cerca di spiegare se il film puó essere adatto a dei bambini: http://isthismoviesuitable.com/2013/12/31/the-hobbit-the-desolation-of-smaug/
        Volete sapere alla fine di questo articolo cosa si dice?
        Ecco il verdetto: “Sexual Content: 2/5 (a male character says to a female ‘Aren’t you going to search me? I could have anything down my trousers’)”
        Servono altre prove?

  7. Dalla vostra assenza di risposte, in merito alle prove da me fornite, deduco facilmente che la mia ipotesi (in merito al fatto che l’analogia a sfondo sessuale sia comunque presente,anche se velata, nella versione originale) possa essere la piú veritiera…

    1. No, è solo che abbiamo impostato come numero massimo di risposte ad un commento le 2. 😉

      La nostra richiesta era

      “se su noti siti anglofoni d’informazione tolkieniana”

      si siano trovate contestazioni. I casi che tu segnali li abbiamo considerati tramite la frase

      “Sarebbe ovvero un’allusione molto più velata e non così “comica” (se mai lo è stata): un anglofono la capirebbe anche abbastanza in fretta, ma non la troverebbe particolarmente riuscita, insomma mancherebbe della spavalderia di chi la pronuncia.”

      Ed è significativo che questi fraintendimenti li trovi in articoli generalisti che non sono particolarmente illuminanti del film nemmeno su altri aspetti. Riportare la frase nell’interpretazione che contestiamo può essere una strategia per rendere il proprio pezzo più interessante a detrattori occasionali, dell’ultima ora, oppure essere frutto di una visione/ascolto distratta e in recensori abituati fin troppo a certe logiche. Non abbiamo detto che il fraintendimento non sia possibile anche per un Inglese, ma che deve fare un bello sforzo personale (sia pure di ignoranza) per arrivare a capirla e ignorare tutto il resto.
      Non è possibile per uno spettatore/ascoltatore con un minimo, nemmeno sindacale, di attenzione.

      Anch’io se in Italiano dico “Potrei avere di tutto lungo i pantaloni” in un eguale contesto trovo il “pirla” che pensa ad un riferimento sessuale, o che fa la battuta per portare il discorso su quel binario. Ma ciò non toglie che io, per intendere quanto mi si attribuisce, dovrei usare invece “nei” e fare uso di una mimica ed intonazione particolari. Io invece sono perfettamente legittimato ad usare queste parole senza che ci sia insito un riferimento malizioso (e lo rivendicherei anche!).

      1. A mio parere il modo migliore per comprendere l’interpretazione di una frase da parte del pubblico medio (cioè che riguarda la maggior parte della gente che ha visto il film) risiede proprio in articoli generalisti come quello che ho citato io… Non si puó fare affidamento solo su “noti siti di informazione tolkieniana” perchè riguardano un pubblico piú ristretto, non sono quindi statisticamente significativi… Inoltre se nell’articolo che ho messo si citava la frase come poco adatta a dei bambini, si intende che gli stessi fanciulli sono in grado di comprendere il doppio senso della frase, non é quindi una battuta che, come sostieni tu, é difficile da capire!
        Non critico assolutamente il vostro lavoro ben approfondito, dico solo che ci sono diversi punti di vista e sarebbe piú professionale da parte tua ammettere che c’é qualche crepa nella tesi sviluppata dall’articolo.
        Ripeto: limitarsi ad usare come riferimento solo “noti siti d’informazione tolkieniana” per comprendere quale è stata l’interpretazione della frase per il pubblico inglese in generale é statisticamente scorretto! Sarebbe piú utile basarsi su fonti che possono interessare un gruppo piú vasto, come puó esserlo un articolo che si rivolge alle famiglie con bambini in generale o anche semplicemente (e banalmente) un video su you tube…. Per concludere ci tengo a precisare che nappure su noti siti ITALIANI di informazione tolkieniana ho notato particolare sdegno nei confronti della scena fra Kili e Tauriel (cito per esempio Hobbitfilm.it), le uniche lamentele nei confronti di tale scena l’ho trovata solo nei commenti di rappresentanti di un pubblico medio come lo possono essere gli utenti di facebook.

  8. io ho le idee ancora più confuse! Insomma, anche se gli attori hanno cercato di rendere tutt’altro, il video di should have ended e l’articolo linkato dimostrano esattamente ciò che si cerca di confutare.
    peter jackson poteva risparmiarsela, sinceramente. o fare più attenzione. se avesse messo pockets/tasche anziché trousers/pantaloni, nessuno di noi sarebbe qui a discutere.
    tutta questa storia di Tauriel e Kili è stupida, inutile, ridicola e ridondante. e l’attrice certo non migliora le cose, dal momento che l’hanno chiamata solo perché è una bellona e non per altri motivi. non mi piace per niente il modo in cui recita: quando deve scegliere tra Legolas e Kili a Pontelagolungo fa una faccia a dir poco ridicola.
    tutto nasce dal fatto che PJ ha fin troppi fan che credono che lui sia “un genio” e perciò sono disposti a perdonargli ogni stortura …

    1. Curioso che tu indichi la presenza di un termine nient’affatto fondamentale per capire il senso della frase, come discrimine. Sembra più una scusa per intendere altro che un motivo, messo così come tu l’hai messo.

      Sul valore del recitato della Lilly e della storia del suo personaggio qui non si stava discutendo. Puoi andare alla nostra Critica per un rapido paragrafo circa il secondo: questo articolo è soltanto corroborante della tesi, non probatorio.

      1. ok, quello è stato uno sfogo involontario e avrei dovuto risparmiarmelo ( pardon, noi Feanoriani siamo sempre irruenti …)
        comunque sono ancora moooolto confusa. anche se fosse tutta colpa del doppiaggio, mah, mi pare strano che i doppiatori italiani, che sono i migliori del mondo e dei professionisti rinomati per il loro mestiere, abbiano voluto forzare un’ambiguità non presente nel testo …
        e poi non è certo una novità per nessuno che PJ abbia, se mi garantite l’espressione, un umorismaccio da taverna! vedi bene la EE di An Unexpected Journey, Gimli ubriaco etc etc, fino ad arrivare ai suoi primi film splatter.
        insomma, sembra proprio una cosa partorita da lui.

  9. Salve staff di meditazioni tolkeniane, volevo farvi i complimenti per l’ottimo articolo; il ragionamento che avete fatto è ineccepibile e pienamente condiviso dal sottoscritto. Inoltre mi premeva informare tutti coloro che hanno lasciato commenti affermando che la battuta incriminata è facilmente percepibile con uno sfondo sessuale anche da parte di un pubblico anglosassone, che io ho avuto la grande opportunità di vedere Lo hobbit la desolazione di smaug al cinema BFI di Londra e NESSUNO dei 200 presenti nella sala ha riso o minimamente sorriso al momento della scena incriminata. Questa è un altra prova a sostegno della tesi di Gabriele, anche se non credo ne abbia bisogno data l’estrema chiarezza del ragionamento fatto nell’articolo e delle numerose fonti citate.

  10. Ottima trattazione, non c’è che dire,anche se devo ammettere che mi sembra esagerata l’attenzione data a questa battuta,visto che di motivi per cui alterarsi ce ne sono a iosa in tutto il film.Ad ogni modo, visti anche i commenti di alcuni utenti di youtube proprio sul video che avete postato nella trattazione, pare che il dubbio sulla battuta ci sia anche per gli anglofoni.Personalmente,vista la mancanza di chiarezza,è un 60 e 40(a favore dell’interpretazione non maliziosa) :kili potrebbe aver fatto una piccola battuta,assai fuori luogo,in contrasto col personaggio, oppure ,senza malizia, si ritiene sottovalutato da tauriel che non lo perquisisce(giustamente,visto che non ha armi)e glielo fa notare(magari pensando ad una sorta di favoritismo,visto il sorrisino che ha finita la conversazione,mentre la guarda dalle sbarre,azione che porta legolas a chiederle in elfico perchè il nano la fissi).Personalmente, la seconda parte della frase,quella detta in maniera veloce, quasi a concludere,puo essere interpretata nei 2 modi che ho esposto poichè è difficile capire dall’interpretazione dell’attore se il tono è malizioso o altezzoso(del resto,prima aveva richiesto un’arma, ma avrebbe potuto avere qualche lama od oggetto atto a ferire ben nascosta e pertanto difficile da raggiungere velocemente).Penso che ci abbiano voultamente giocato Jackson e Co. per poter suggerire ai maliziosi ciò che volevano sentire ,ma senza scoprirsi troppo.In ogni caso, il film toppa,a mio avviso, in talmente tante parti che rendere più o meno maliziosa una love story già di per sà alquanto cheesy, non mi cambia nulla.un’ultimo appunto:visto che dalla trattazione ho notato che siete molto precisi e pignoli(giustissimamente pignoli),il fatto che la gente in inghilterra non abbia riso, non vuol dire che non abbiano recepito l’intento più o meno vago di malizia nelle parole del nano ma che non l’abbiano gradito e quindi non abbiano riso.So che su quest’ultimo tema avete controllato forum di appassionati,etc etc ma come detto all’inizio del mio commento,non solo gli italiani hanno avuto il dubbio,pare.

  11. attenzioni esagerate per una battuta “doppio-senso” il cui senso, appunto, è lo stesso sia in italiano che in inglese; ossia far scappare un sorriso malizioso ad un pubblico che capisce subito che qualcosa non quadra.
    il problema non è Vairano o la nostra traduzione/doppiaggio (o meglio, non in questo caso, sono altri i problemi dell’adattamento italiano) ma lo script in sé: creare un qualcosa tra Tauriel e Kili, come tutti i fan di Tolkien sanno, è difficile in partenza e ha del surreale.
    Purtroppo qua Jackson fa una caduta di stile e, se nel secondo dialogo tra i due c’è poesia e dolcezza, qua si rasenta il ridicolo e toni che non sono per niente nelle corde di Tolkien, PUNTO.
    Si scherza su cosa i nani possano o NON possano avere nei pantaloni e la cosa è ridicola, stop; la traduzione è corretta e chiunque studi questa materia spero concordi.

    non attacchiamoci alle traduzioni di Google traslate per giustificare qualcosa che non ci è piaciuto in un film, gli errori li commettono tutti, anche il nostro PJ, anzi, come qualcuno suggeriva anche ne ISDA ci sono allusioni ridicole e “nanesche” qua e la.. e va bene anche così 😉 (dai “donnine pelose”)

    1. Viene il forte dubbio che lei abbia letto l’articolo non solo in modo molto distratto, ma nemmeno per intero. Che lei avanzi l’idea che noi usiamo traduttori automatici è al limite dell’offensivo e può essere scusato soltanto se è per caso capitata sulla nostra pagina.oggi per la prima volta. Visto che palesemente non ha capito la tesi dell’articolo, la preghiamo, se vuole discuterne, di rileggerlo con più attenzione e magari di fare un giro su altri nostri articoli per rendersi conto di quale sia la perizia che ci contraddistingue. A presto e a buon rendere.

      1. Ma non credo che l’utente qui sopra abbia voluto offendere chiunque in qualunque modo, magari la storia di Google Translate era solo una gaffe… Ad ogni modo, sono d’accordo sul fatto che Jackson&co abbiamo voluto fare qualcosa di malizioso senza scoprirsi troppo, e, mi spiace, ma è stata una toppata di prima categoria.

  12. Mi sono imbattutto in questo articolo per puro caso: http://www.telegraph.co.uk/culture/film/filmreviews/10502508/The-Hobbit-The-Desolation-of-Smaug-review.html, e così colgo l’occasione per commentare, seppur con ritardo biblico. Da quanto possiamo leggere, l’ambiguità (e conseguentemente la malizia) della frase in questione è stata percepita, eccome, anche nel mondo anglofono (credo che il Telegraph sia abbastanza inglese per provarlo).
    Con lei, Gabriele, ho già avuto modo di confrontarmi altrove (capirà benissimo dove, evito la pubblicità gratuita): mi è sempre parso strano che lei, nel dimostrare una profonda conoscenza della fonte tolkieniana, si dimostri così appiattito sulla linea jacksoniana. Sinceramente ho trovato questo articolo, benché scritto con la solita competenza, una sorta di difesa d’ufficio, volenterosa certo, ma a dir poco azzardata. Attribuire, più o meno esclusivamente, la percezione definitiva della battuta al doppiaggio italiano mi sembra poco plausibile, così come parlare addirittura di “errore di traduzione” mi sembra gratuitamente ingeneroso. A questo riguardo, anzi, mi sembra più arbitrario il suo tentativo di traduzione che non quello di Vairano. L’interpretazione di “you” come 2a persona plurale, anziché singolare, e l’aggiunta di un “anche” rafforzativo, non hanno una evidente ragion d’essere. O comunque non ne hanno una che sia più evidente di quella proposta da Vairano. Del resto, come lei ha ben ricordato, “Un futuro intenzionale e di breve prospettiva può anche essere reso con il presente del verbo volere”. Forse, obietterà lei, il verbo “volere” è stato recepito più nella sua accezione di “desiderare” o “avere desiderio di” che in quella, più coerente con l’originale, di “avere intenzione di”, “stare per”; ma il senso non cambia. E anche su “down” potremmo discutere.
    Ad ogni modo, anche i riferimenti extratestuali non sono così univoci, e addirittura sembrano dar ragione a Vairano. Nella Edizione Estesa di Un Viaggio Inaspettato, vediamo che Kili (a Gran Burrone) non è affatto imbarazzato, semmai è piuttosto intraprendente. Attribuire al giovane Nano quest’aura di ingenuità puerile non mi sembra per nulla calzante. Inoltre, riferendomi al passaggio: “Tauriel sapeva perfettamente che Kili all’incatenamento (e anche prima) era disarmato perché altrimenti non le avrebbe chiesto un’arma. Per questo le sembra di dire un’ovvietà, perché sia lei che Kili avrebbero dovuto esserne ben coscienti; il Nano se ne dev’essere dimenticato in seguito all’ennesima disgrazia, la custodia carceraria. Ma se ne ricorda per lo sguardo interlocutorio di lei”, ebbene, il tutto mi sembra così insostenibile dallo sfiorare il risibile. Insomma, Tauriel se ne ricorda, ma non se ricorda Kili, che ha rischiato la vita in prima persona? Essere giovani non è certo sinonimo di essere sprovveduti!
    Infine, come anche lei ha fatto notare: “Rimane l’uso del termine trousers. Non avrebbe potuto pronunciare il corrispettivo di ad/indosso “on/in”, oppure optare per carry o bear?”, la mia risposta è: appunto. Se gli sceneggiatori, giustamente in molti casi, meno giustamente in molti altri, sono stati elogiati per la loro professionalità, ebbene, in virtù di tale professionalità, avrebbero benissimo potuto evitare qualsiasi battuta che si potesse quantomeno prestare ad un’interpretazione ambigua. Segno evidente che anche a loro un’ambiguità di fondo facesse più che comodo. Pertanto, attribuire la responsabilità di una percezione maliziosa al lavoro dei doppiatori, o peggio, allo spettatore stesso, mi pare davvero poco onesto. Perciò, riprendendo il suo commento a @Matteo Rubboli: “La battuta originale la promuoviamo totalmente”, al contrario io mi sento di non promuoverla affatto. E, riferendomi al titolo, concludo piuttosto affermando che sì, galeotto fu il copione e chi lo scrisse.

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