Tolkien su FB – Report: Tutti i sogni non valgono un grammo di realtà


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Quando Tolkien diventa ciò che ci piace pensare che sia… 

Spero di non aver spezzato l’incanto. Anzi, sì, se c’era. Questa è la realtà ed è l’unico luogo in cui possiamo trovare o perfino esigere la vera bellezza. O almeno questo è ciò di cui Tolkien era convinto. La frase nell’immagine di destra non è mai, né mai sarebbe potuta essere stata detta da Tolkien.
Intendiamoci, può succedere. Può succedere di non accorgersi subito che una frase messa in bocca a Tolkien (o a qualsiasi altro autore) è quanto di più lontano da ciò che appartiene alla sua letteratura e alla sua vita. Non scandalizziamoci quindi se ci sorprendiamo tra chi ha pensato di aver letto una frase pronunciata dal Professore, ma prendiamola invece come un’occasione a rileggere i suoi scritti, magari con una tensione più viva verso la comprensione di chi era quell’uomo e di cosa ha voluto raccontare.

Il vero problema è sui grandi numeri: può succedere che una persona sbagli in quel determinato momento e, se ha la possibilità di portare un contenuto alla portata di molti altri, faccia del proprio sbaglio un’estensione ai più. Se però l’errore è così radicale come in questo caso, ci si aspetta che prima o poi qualcuno lo segnali, specialmente se il pubblico di riferimento è di appassionati. Report1
Così, quando mi sono ritrovato di fronte alla condivisione da parte di una nota pagina FB dell’immagine di destra, ho voluto aspettare a scrivere la correzione1. Invece, in meno di due giorni, la condivisione ha ricevuto i “Likes” da 179 persone in quella sola pagina senza che nemmeno una facesse notare l’errore, mentre le condivisioni dall’immagine originaria (cfr. la pagina Libri e Scrittori) sono state 146 : come potete immaginare, tanto la citazione quanto l’immagine sono virali da ben più tempo e ricorrono periodicamente. Naturalmente non possiamo sapere quanti siano stati coloro che sono rimasti totalmente indifferenti, ma gli apprezzamenti sono in linea con i post di una più che discreta popolarità, per questa specifica pagina.

Discretamente colpito dal fenomeno, ho voluto vederci più chiaro. Beninteso, non ho mai avuto dubbi circa il largo e consensuale fraintendimento al ribasso dell’opera di Tolkien, specialmente tra assidui frequentatori dei social network e ancor più specialmente in Italia, problema introdotto già qui, ma nemmeno un appunto contro quasi 200 consensi mi era davvero difficile da credere. Quello che mi sono immediatamente chiesto è il valore statistico del campione. Senza entrare nel merito specifico della Teoria della Misura, è possibile valutare a spanne quanto è simile ad un sondaggio replicandone le condizioni a contorno. Mi sono rivolto ad amministratori di altre pagine FB seguite da un numero paragonabile di persone in quel periodo (come criterio per misurare questi “seguaci” attuali è stata la voce “tot ne parlano” di fianco ai “Mi Piace”) e, facendo dovute proporzioni anche esponenziali, pagine con un pubblico più ampio ancora per capire quanta fortuna potesse avere in base al bacino d’utenza. Stavolta, però, ci sarebbe stata una didascalia sibillina per mettere una pulce nell’orecchio a quei pochi che l’avrebbero letta. L’immagine originaria, in questo caso era situata nella nostra pagina FB.

L’amministratore di IL SIGNORE DEGLI ANELLI:LA TRILOGIA è stato così gentile da prestarsi all’esperimento. La pagina era il candidato ideale per numeri simili alla succitata2. Accanto alla sua collaborazione, io e Gianluca abbiamo testato questa immagine con didascalia su una pagina dal palato più fino come Eldalië – nella quale si poteva prevedere una breve durata – e sul gruppo IL SIGNORE DEGLI ANELLI. Iniziando dalla pagina comparativa, ecco i risultati:
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I numeri scoraggianti sono estremamente similari: 177 “Likes”. Gli altri due campioni hanno invece fatto registrare entrambe una ventina di apprezzamenti, nulla che abbia rilevanza statistica: sono però arrivate le prime soddisfazioni.

da Eldalië (45 min ca. dopo la condivisione)

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Da ISDA
anche con ricerche di fonti

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E, a onor del vero, a fronte dei 177 apprezzamenti in ISDA: La Trilogia c’è stato anche un commento che negava l’attribuzione a Tolkien della frase, con 3 consensi. Il responso, sui grandi numeri, continua a rimanere impietoso: come magro compenso, gli ultimi due commenti in immagine centrano perfettamente il punto.

La locandina del film di Bakshi.

Marcel Aubron-Bülles ovvero The Tolkienist, divulgatore di spessore su Tolkien, gli Inklings e la letteratura nordica che li ha ispirati, uno dei migliori in rete, oramai un anno fa aveva rintracciato le fonti di questa falsa citazione nella sua rubrica Cose che Tolkien non hai mai detto, fatto, scritto o con le quali non aveva nulla a che fare. Anzitutto la locandina, il poster dell’adattamento in film d’animazione di Il Signore degli Anelli di Ralph Bakshi (1978), poster realizzato dal decano Tom Jung (già designer grafico per quelli di Star Wars).

Perché mai è stato scritto qualcosa di tanto lontano per promuovere il film d’animazione? Be’, basti pensare a quali fossero i concorrenti nel mercato dell’animazione all’epoca. Le Avventure di Winnie the Pooh usciva nel ’77 con una risonanza eccezionale, da tempo assente per la Disney, i cui film non andavano certo bene come nei decenni precedenti: la storia è quella di un ragazzino che fa volare la fantasia fino a popolare un bosco immaginario di animale veri e dei proprio giocattoli di pezza, sulla falsa riga dell’allora già classico adattamento di Alice nel Paese delle Meraviglie, vero e proprio sogno di una bambina. Chissà, forse se fosse stata invece sottolineata le netta differenza tra il film di Bakshi e quelli Disney, il successo sarebbe stato maggiore ancora.

Sfortunatamente anche illustri addetti ai lavoro sono inciampati su questa frase. Si può capire che la WETA abbia tutto il diritto di appropriarsi della frase per descrivere la propria attività, ma addirittura che condividano l’errore d’attribuzione no. E non vorrei mai che fosse deliberato, continuando a sfruttare a proprio piacimento il nome di Tolkien e il fondamentale contributo grafico alle trasposizioni di Jackson. Non ci credete?

Insomma, una strage. Questa frase rimbalza da quasi due generazioni in ogni dove come fosse stata detta da Tolkien, persino da fonti che si potrebbero ritenere attendibili. Allora, direte, non è poi così ingenuo pensare che Tolkien avrebbe potuto pronunciarla.
Vi è una certa moderazione, oggi, se si parla di interpretazione letteraria, che induce a pensare come qualsiasi opinione sia perfettamente legittima: tanto più le opere sono diffuse, tanto più variegate opinioni sono considerate dignitose. Curioso che tale convinzione si sia imposta in un’epoca in cui la letteratura è particolarmente sconosciuta, poco insegnata, nient’affatto educata, a fronte invece di una diffusione editoriale quanto mai fortunata. Sfortunatamente per chi usa la letteratura come sostegno per i propri preconcetti o i propri utili o che la tratta come un diritto di consumo, essa non è in genere politicamente corretta , né l’interpretazione è paragonabile ad una fiera di mercato in cui ognuno sbandiera la propria merce di bancarella in bancarella. Non ci sono “attenuanti” interne all’opera: Tolkien raccontava la realtà, la nostra realtà, ne faceva sorgere una descrizione riscontrabile da una Storia basata su linguaggi dettagliati e realistici. Amava la realtà. Non posso dilungarmi ancora elencando tutti i momenti in cui Tolkien ha ribadito come la fantasia fosse un’attività della ragione, un modo per conoscere la realtà per come essa è realmente, la “fuga del prigioniero” e non “del disertore“, non finirei più. Ma emerge dalle sue opere, non servirebbe nemmeno avere sotto mano le Lettere o la biografia, come pure giustamente consiglia (ma sarebbe meglio dire supplica) The Tolkienist.

Al proto-idealista e quasi-trascendentalista americano Nathaniel Hawthorne, al suo racconto Fanshawe (1828) risale la citazione :

Fanshawe had hitherto deemed himself unconnected with the world, Unconcerned in its feelings, and uninfluenced by it in any of his pursuits. In this respect he probably deceived himself. If his inmost heart could have been laid open, there would have been discovered that dream of undying fame, which, dream as it is, is more powerful than a thousand realities. But, at any rate, he had seemed, to others and to himself, a solitary being, upon whom the hopes and fears of ordinary men were ineffectual.

Tolkien avrebbe commentato la “scoperta” di Fanshawe esattamente come commentava i racconti dello stile di Lewis Carrol in On Fairy-Stories (che tutti i lettori di Tolkien dovrebbe avere sotto mano) e poi, più avanti nel saggio, così:

A molta gente non piace subire un’ “attrazione”. Non gradiscono alcuna intromissione con il Mondo Primario, o quei rapidi sguardi a esso, loro familiari. Essi, dunque, con stupidità, e anche con malignità, confondono la Fantasia con il Sogno, nel quale non vi è Arte alcuna; e con il disordine mentale, in cui non c’è neppure alcun controllo: con l’illusione e con l’allucinazione.
E in nota: “Ciò non è vero di tutti i sogni. In alcuni di essi, la Fantasia sembra aver parte. Ma si tratta di un fatto eccezionale. La Fantasia è un’attività razionale, non irrazionale.”

in Il Medioevo e il Fantastico, Bompiani 2000, pg.207

I social media posso essere veramente un cancro per la letteratura, specialmente quando la si fa procedere in via aforistica. Ma i nostri autori sono indifesi soltanto finché non si ribatte colpo su colpo. Senza scendere sullo stesso terreno la battaglia si perde, i grandi numeri saranno sempre contro le buone letture. Almeno siano autentiche: aiutateci! E se vedete ancora questa citazione vagante, fate presente come sia un’attribuzione indebita, ma senza attaccare chi sbaglia: può essere un’occasione finché ci siete voi per rilanciare le questioni sul senso della Fantasia e, perché no?, anche per riprendere in mano i testi in prima persona.

Se avete a cuore Tolkien, rispondete a suon di condivisioni e pubblicazioni.

 


Note

1 Anche perché, conoscendo il/la giovane amministratore/rice ed essendo l’unico strafalcione in cui l’ho visto/a cadere, innanzitutto l’ho detto a lui/lei in separata sede; ha dimostrato molta maturità anche nel ricevere la correzione, io personalmente mi aspetto che tra qualche anno si farà sentire ancora di più tra appassionati (tuttavia, visto che l’effetto di questo rapporto su lettori un po’ sentenziosi potrebbe essere controproducente per lui/lei e per la pagina che amministra, non verranno fatti nomi).
2 Un altro amministratore invece si è detto spaventato dell’impatto che un simile esperimento avrebbe potuto avere sulla propria pagina, in termini di diffusione di cattiva informazione. Naturalmente, il tutto è stato finalizzato fin da subito a questo articolo di smentita, ma l’amministratore era preoccupato che qualunque smentita non avrebbe potuto eguagliare la portata della citazione falsamente attribuita.

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2 pensieri su “Tolkien su FB – Report: Tutti i sogni non valgono un grammo di realtà”

  1. vi condivido in pieno! Bellissimo articolo! Con me non c’è problema, io e FB siamo agli antipodi e non condividerò mai cacchiate di nessun genere, ma se dovrò, in futuro, sottolineare false citazioni, non mancherò, in altri “luoghi”. Ciao e grazie di esistere!!

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