Il Professore, un professore frustrato?


“Tutto l’insegnamento è estenuante, deprimente e sapere quando uno porta qualche frutto è raramente di conforto. Vorrei ora poterle raccontare qualcuno dei miei (tempo fa) per come li ricordo e le cose che dicevano, sebbene stessi (solo, per come sembra) guardando fuori dalla finestra o ridacchiando col mio vicino.”

Una nuova lettera di Tolkien riemerge dalla biblioteca di una sua ammiratrice, l’insegnante Anne Mountfield allora fresca di diploma, la quale gli aveva fatto sapere di aver introdotto Lo Hobbit nelle sue classi con ottimi risultati. Tolkien ne è felice (come nei molti precedenti di cui era stato informato) e le augura di poter ricevere altri beni, prima di usare quest’espressione, ad una sola occhiata senz’appello.

“Non dobbiamo prendere sul serio tutto quello che Tolkien diceva” ci ammoniva Tom Shippey durante la sua visita in Italia per il seminario Tolkien e la Filosofia (maggio 2010).
I giornali inglesi (Guardian, Indipendent, Daily Mail) interpretano la lettera come se Tolkien fosse particolarmente frustrato dal suo lavoro di docente. In realtà, dalle parole scritte, sembra che il discorso di Tolkien passi dal docente all’alunno, cosicché non è semplice capire se la soddisfazione mancante è da intendersi nella dimensione professionale o nella preoccupazione educativa. D’altro canto, anche il suo tipico tono ironico e perfino allegro ci dice tutt’altro che una sua frustrazione, più probabile invece una comprensione per qualche difficoltà iniziale che anche la Mountfield poteva aver incontrato.

Nelle settimane appena passate, con l’uscita del Beowulf, abbiamo ripassato più volte le sue lezioni, quelle nelle quali dedicava molto tempo alla lettura drammatica del poema, con un dispendio d’energie davvero raro non solo per l’oggi, ma anche per la Leeds e l’Oxford dei suoi tempi. Certo non si può dire che non vi si dedicasse con tutto sé stesso e difficilmente l’avrebbe fatto se non avesse ritenuto il suo ruolo fertile di soddisfazioni reali. Citando la sua lettera ad Auden nella quale Tolkien dice quel poco che si ricorda della genesi di Lo Hobbit , i giornalisti ignorano che proprio Auden rimase folgorato dal Tolkien insegnante, durante la sua visita all’Università di Oxford. Nemmeno Auden ricorderà molto del contenuto analitico di quelle lezioni, ma non avrebbe mai più dimenticato la voce di Tolkien che faceva erompere l’epica vicenda dalle pagine.

La lettera, dimenticata per anni da Mrs. Mountfield, scritta il 17 Gennaio 1964 in dattilografia (il tradotto è stato aggiunto a penna dopo), verrà messa all’asta il 18 giugno dalla Casa Bonhams, battuta per un prezzo iniziale indicativamente compreso tra le 1.500 e le 2.000 £.

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2 pensieri su “Il Professore, un professore frustrato?”

  1. ma dai!!!! il 17 gennaio di 9 anni dopo sono nata ioooooo!!!
    A parte questo, ho avuto un insegnante di italiano e storia, alle medie, che me lo ricorda tanto…le sue lezioni erano “lezioni di vita” e di “stile”, ci ha fatto conoscere ed amare Edgard Lee Masters, Majakovskij, Ungaretti….Leggerceli in classe ed emozionarsi con noi mentre pronunciava le loro parole è un momento incancellabile della nostra vita e che in qualche modo ci ha segnati positivamente. Che bella testimonianza avete portato con questo articolo. Grazie

  2. Diciamo che il Professore mi ha beccato: non sono mai stata un’alunna molto attenta… Nondimeno; se fosse stato il Professore in persona a tenere tutti i miei corsi d’istruzione; sarei stata la piu attenta delle allieve!!

Facci sapere cosa ne pensi, ma pensaci bene. ;)

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