L’orizzonte sospeso… troncato?


Avrei voluto scrivere un commento al dettaglio sull’Edizione Estesa di La Desolazione di Smaug, per rompere il silenzio di tanto tempo su questo sito, che alcuni chiamano blog perché lo è di fatto, ma che a me è sempre servito come banco di prova per capire se quanto scrivo avrebbe mai potuto interessare qualcuno. Avrei voluto, invero, scrivere della mia soddisfazione per alcuni particolari e della sorpresa nel vedere che un’espansione di Peter Jackson per la prima volta, a mio avviso, modifica del tutto il film visto in sala e (sempre a mio avviso) non per il meglio meglio.

Meditazioni Tolkieniane è qualcosa di piccolo, di minima importanza. L’ho sempre saputo. Io invece avevo in cuore di fare qualcosa che potesse davvero restituire qualcosa di significativo a Tolkien, un uomo grazie al quale ho imparato a riconoscermi uomo fin da quando uomo non ero ancora: un amico che si è offerto a me riga dopo riga, raccontando il reale con vesti di sinfonica bellezza. Avevo in cuore che altri potessero scoprire ciò che io ho scoperto. E quando dico “cuore” intendo la capacità conoscitiva e affettiva di ognuno di noi, la Ragione in senso proprio, la concezione di “ragione” che maturò nel Medioevo tanto amato da Tolkien, quella Ragione che, ad esempio, si può permettere di accompagnare pensiero scientifico e fantasia, rafforzando entrambi, o che non è costretto ad accettare la speranza quale evanescenza. Non quel *cuore* che tentano di rifilarci come il più dissennato e trans-emozionale sentimentalismo da qualche secolo a questa parte. Il Cuore, ovvero la Ragione. Ciò che avevo in Cuore occupava le mie meditazioni e ho scoperto che altri meditavano allo stesso modo e da ben prima (e con più chiarezza) di quanto facessi io. Da quel poco che poteva essere il mio inventario personale sembrava aprirsi uno spiraglio d’orizzonte, un prospetto, su cui ho scelto di puntare.

Sono stato felice di abbandonare per questo tempo il mio sito: ero sicuro, ed ho avuto ragione, che Tolkien Italian Network avrebbe potuto fare le grandi cose che a malapena osavo prefigurarmi e che altrimenti restavano precluse.

Abbiamo tradotto in Italiano e su esclusiva concessione il meraviglioso articolo di John Garth che, in occasione del centenario della prima composizione letteraria di Tolkien sulla Terra-di-Mezzo, porta prove quasi schiaccianti circa la considerazione che Tolkien stesso aveva del proprio poema Il Viaggio di Earendel, La Stella della Sera.

La Terra di Mezzo compie 100 anni, di John Garth (traduzione di Elena Sanna)

E che dire del nostro articolo più letto, che macina letture su letture ogni giorno, dall’estero, la Presentazione del Mythcon, ovvero forse il più importante raduno di appassionati e studiosi nel mondo? Non un pezzo sulle ultime immagini o gli ultimi contenuti promozionali di Lo Hobbit – La Battaglia delle Cinque Armate, ma un’introduzione ad una manifestazione culturale svoltasi oramai più di due mesi fa! Fatico ancora a crederci.

Dove Tolkien corrisponde: tra Fede, Cavalieri e Insegnamento al Mythcon, di Veronica Carbonetto.

Pezzi dei quali io sono stato solo revisore. Un organo, una redazione capace di queste cose e non dipendente dall’impegno di particolari autori avrebbe potuto certamente replicare a tutti i fansites che spopolano dagli USA, in Spagna, in Brasile, in Germania, in Francia, unendo notizie di poco conto o di immediato approccio, ad approfondimenti capaci di portare il neofita alle più dettagliate meraviglie dell’opera tolkieniana e dei suoi dintorni. Ogni giorno!
Per arrivare a qualcosa di totalmente mio che abbia portato un apporto significativo e di cui sono fiero, dobbiamo guardare la mia rassegna degli studi pubblicati nei primi 7-8 mesi del 2014. Un articolo d’apertura davvero specifico, che si sforzava di rendersi accessibile anche ai meno avvezzi, eppure letto più di 1100 volte.

Notizie dall’Accademia: i libri su Tolkien dalla primavera 2014, di Gabriele Marconi.

Ci sono:

  • tante persone non di lingua italiana che leggono i pezzi di TIN attraverso i traduttori automatici;
  • importanti studiosi internazionali e nazionali che ci seguono e con i quali siamo entrati in un rapporto;
  • tanti lettori italiani che hanno voluto comunicarci la loro stima e il loro supporto.

Eppure siamo stati costretti a chiudere. Circa la mole di responsabilità assuntami alcuni mi hanno rimproverato, come il caro Gianluca Comastri (in privato), ma tant’è, questo è il demerito che mi riconosco e altri miei collaboratori ed amici potranno riconoscermene di meno e riconoscerne alcuni a sé stessi e ad altri.

Lettera ai nostri lettori – La redazione potrebbe sparire

L’abbiamo chiusa pochi giorni dopo, nella delusione giustificata e inescusabile dei nostri lettori, prendendoci l’impegno di stendere alcuni articoli ancora in programma e lasciando aperta la possibilità di saltuarie pubblicazioni. Sebbene tutti noi vorremmo poter riprendere la pubblicazione quotidiana se e non appena le condizioni torneranno favorevoli, dobbiamo tuttavia renderci conto del contesto in cui siamo e dell’utilità che potrebbe avere. Gianluca ha espresso un giudizio nel suo intervento sul forum di Eldalië, che desidero riproporre per aiutare i miei lettori ad inquadrare la questione, ponendo le mie enfasi ad evidenziare ciò che merita più attenzione secondo me.

Come era prevedibile, alla fine la redazione di TolkienItalia sospende le attività.

Il nocciolo della questione, però, non riguarda tutte le persone che si sono assunte impegni cui poi non hanno dato seguito coi fatti. Quello è sempre successo e sempre succederà, era da mettere (ed era stato messo) in conto. Evidentemente non è passato a dovere, o forse non è stato reputato sufficientemente motivante, nemmeno il messaggio per cui una volta raggiunti numeri di lettori di una certa entità si sarebbe allestito un sistema per remunerare i contributi.

Il problema è un altro, dicevo: è lo stesso di dieci anni fa e non riguarda tanto i “nuovi”, quanto piuttosto gli “addetti ai lavori”. Oggi come allora, prevale la politica del proprio orticello, del rifiuto a priori di collaborare, dell’andare avanti individualmente, del “io faccio fin dove riesco e mi accontento di quello, gli altri s’arrangino”. La proposta di un’iniziativa in comune, di unire gli sforzi per poter fare un po’ di più e un po’ più efficacemente di quello che si fa, anche solo la prospettiva di dare un’occhiata al di là del proprio steccato viene presa in considerazione solo valutando “quanto questa cosa potrebbe limitare/danneggiare la mia attività” e “dove potrebbe essere la fregatura”. Dell’unica componente realmente significativa, “quanti benefici posso trarre dal condividere risorse e attività con altri”, non si sospetta nemmeno l’esistenza. O forse la si teme, per non doversi trovare a farcisi i conti e scoprire che, orrore!, bisogna rimettersi almeno parzialmente in discussione.”

Un aspetto che lui giudica particolarmente importante e con il quale ci siamo davvero scontrati, in questi mesi. Nonostante l’aver seguito per intero il #TolkienWeekend, specialmente ricordando lo sforzo che ci ha richiesto, non siamo riusciti ad ottenere che un magro beneficio del dubbio.
Tuttavia, non ritengo questo aspetto così determinante come quello che segue, allo stesso modo di come non ritengo il non essere supportati tanto grave quanto l’essere ostacolati.

“L’unica cosa che è cambiata è che oggi esistono i social network, che permettono di valutare numericamente con più precisione quanto pubblico è coinvolto dai temi che ci appassionano. Ma anche sui social l’approccio non è cambiato – nemmeno, spiace ma è doveroso dirlo, da parte di quelle associazioni e di quei gruppi amichevoli con i quali i rapporti, a parte quest’aspetto, continuano ad essere tutto sommato buoni.
Così, oggi, abbiamo pagine facebook che macinano decine di migliaia di seguaci e migliaia di “mi piace” giornalieri condividendo immagini di fotogrammi dai quali si deduce il colore del risvolto del calzino elfico, dove chi disgraziatamente affronta temi di poetica tolkieniana viene caldamente invitato a smettere e a defilarsi per non turbare la platea ridanciana con argomenti troppo seriosi…” 

Il meccanismo delle fanpages l’avevo preso in considerazione da tempo: avevo prima valutato il rischio dispersivo e poi il danno che causa la diffusione di informazioni errate attraverso le medesime. Mi mancavano ancora insistenti e mirate strategie di sfruttamento del lavoro altrui (il nostro, purtroppo) per l’accumulo compulsivo di likes e commenti o addirittura di ostracismo ed impedimento: nel tutto, anche vere e proprie violazioni verso le quali siamo stati fin troppo tolleranti, temo.

Gioco-forza, ne siamo stati limitati. Monitorare l’web dalla Nuova Zelanda al Brasile, passando per la Russia (per dirne una), ci richiede fatica: anche se tutto ciò che si vede alla fine è il contenuto postato e scaricarlo e ri-condividerlo senza citarci ad altri non costa nulla, perché fosse a disposizione i nostri collaboratori hanno tenuto sott’occhio 10-20-30 siti in metà di altrettante lingue. Non è una questione di esclusiva, né (salvo le violazioni effettive di cui parlavo) di illecito. Se un lavoro di questo impegno non porta frutti al progetto per il quale si sta lavorando e invece li porta a chi opera in senso contrario, a Tolkien come uno svago di mezzo secondo, una risata o un aforisma, come una fanpage, è chiaro che la persona in questione ha tutte le ragioni per non voler proseguire. E magari quella stessa fanpage non avrà più occasione di proporre simili contenuti in futuro o con la stessa celerità.  Tutto veramente sconfortante, specie perché:

Tutto il materiale (video, audio, immagini, testo, etc.) diffuso dalla pagina FB Tolkien Italia è riproducibile nel medesimo social network da altre pagine esclusivamente previo accordo e con la citazione di fonte bene vista, tramite tag o link al sito ufficiale. Tutto il materiale diffuso è naturalmente condivisibile da chiunque in ogni circostanza (condivisione diretta a meno di quanto espresso sopra).

A qualcuno è sembrata una condizione troppo onerosa e puntualmente ha tenuto a giustificarsi ferocemente (quando è andata bene, con insulti in altri casi) rispondendo – a semplice richiesta di fonte in vista – che la maggior parte delle immagini non erano in nostro possesso, come noi stessi puntualizziamo, e che erano stati visionati altrove. Difficile crederci quando i contenuti esistono solo in un altro sito nel mondo (spesso nemmeno in un sito, spesso nemmeno in Inglese) e la pubblicazione da parte nostra avveniva dai 10 minuti all’ora precedente, con un ripetersi particolarmente frequente. Ancora più difficile se frutto di un photo-editing di medesime dimensioni.

Però, se questa è l’informazione tolkieniana che è ricercata nel nostro paese (sì, perché in USA, UK, Germania, Spagna e Francia va diversamente), temo dovremo rassegnarci. Cioè, se vale di più l’estemporanea pubblicazione di un’immagine che esaurisce il suo effetto nel socialmedia nel giro di poche ore, rispetto al costante lavoro di un gruppo che opera tempestivo ed accuratamente per una divulgazione chiara, verificabile e con l’ambizione di costruire insieme ai nostri lettori il costume di occuparsi seriamente dell’autore del quale si dice di essere appassionati, ebbene temo che di fronte a 10mila, 15mila, 30mila likes dovremo deporre le armi e limitarci a coltivare il nostro. E contemporaneamente assecondare il fatto che Tolkien rimarrà uno svago di molti, una passione vera di pochi.

Ma a questo punto perché continuare Meditazioni Tolkieniane? Una bella domanda alla quale non trovo una risposta valida che non sia la negazione della domanda. Se di fronte alla dittatura delle fanpages (una dittatura ampiamente accettata) non ha futuro un’alternativa seria, devo dire che non m’interessa fare il divulgatore tolkieniano. Non m’interessa, raccontarvi dell’ultima lettera inedita di Tolkien, dell’ultimo studio che rivoluziona la concezione dell’opera, del discorso di Tolkien in cui spiega il significato di Il Signore degli Anelli (presto in arrivo), di decifrare frasari elfici vecchi e nuovi, non m’interessa. Perché dovrebbe interessarmi usare il mio tempo in questo modo, quando ad ogni ora del giorno passa e prospera l’idea che Tolkien non è nulla di più di un click su FB, a gruppi di centinaia e migliaia?

Per non essere ingiusto, devo ringraziare quelle pagine nate come fanpages e che di fronte alla possibilità di aiutare ad approfondire la conoscenza di Tolkien hanno accettato di supportarci senza mezzi termini. Quindi, torno a elogiare Le Migliori frasi di…, LA TRILOGIA, Tolkieniani Italiani per la loro collaborazione. Sono tutt’ora convinto che non sia il social media in sé il problema, proprio perché nei succitati paesi è un mezzo potente per enti seri.

Nel contempo, do qui un giudizio e un consiglio per coloro che invece siano interessati a quella divulgazione seria della cui possibilità dubito. E’ un consiglio di totale discredito a tutte le fanpages relative a Tolkien, ovvero tutte quelle pagine sui social media che non facciano capo a serie realtà. Io personalmente comincerei togliendo i miei likes e smetterei di seguirle. Come ampiamente provato, sono quanto di più deleterio per una conoscenza autentica di Tolkien e si sono dimostrate capaci anche di dare un serio contributo alla compromissione di un ente meritevole.

Tuttavia, siccome chi lavora bene c’è, vi rimando a:

per una divulgazione seria e anche più importanti soddisfazioni. La redazione di Tolkien Italian Network si è posta il problema di continuare sotto altre condizioni, di maggior rarefazione o specificità, ma ha capito che non avrebbe saputo aggiungere molto a queste realtà già consolidate al meglio. TIN non è terminato con la sua redazione, né è detto che la sua redazione sia definitivamente chiusa.

Quanto a me, se non vedrò significativi cambi di tendenza o se non riuscirò ad inventarmi miracolosamente il modo di cambiarla, non credo di poter proferire migliore previsione di quella di Gianluca, fatta salva forse l’ultima frase:

Insomma, ci sono tutte le premesse perché, come dieci anni fa, si continui a registrare un certo interesse per le opere di Tolkien fino a due o tre anni dall’uscita del terzo episodio filmico, per poi ridurre il tutto al raggio d’azione di quelle due o tre nicchie che sopravvivranno. Noi a questo punto continueremo a lavorare esclusivamente sui nostri siti per rimetterli un po’ in sesto, continuando a fare ciò che in definitiva più ci gratifica e porgendo tanti auguri di buon lavoro a tutti gli altri.”

Saluto, forse definitivamente, i miei lettori di MedTolkien, dispiaciuto quanto e più di voi. Vedremo se Gianluca vorrà continuare il lavoro qui, nel caso sarete avvisati.

La mia sfida è quella di sempre: dimostratemi che mi sbaglio, dimostratemi che ci siete e siete tanti a voler conoscere Tolkien, cominciando da spopolare chi si occupa del nulla e seguire chi vale.

Buona continuazione.

N.B.: le opinioni dichiarate nel presente articolo sono espressione del pensiero dell’autore indicato alla firma e di nessun altro se non specificato. Può sembrare assurdo doverlo dire, ma in altre circostanze qualcuno si è risentito per il fatto che sul mio sito esprimessi opinioni personali. Per farvi capire in che stato dovrei continuare…

Annunci

4 pensieri su “L’orizzonte sospeso… troncato?”

  1. Pur avendovi seguiti pochissimo SOLO a causa di pressanti impegni lavorativi, vi esprimo il mio più profondo ringraziamento per quello che avete fatto, soprattutto a te Gabriele vanno anche la mia stima ed il mio rispetto più profondi. Capisco però benissimo il tuo punto di vista che non posso che condividere.
    Mi dispiace infinitamente che, al momento, la situazione sia questa….
    Ciao, Eva

  2. Come sempre una analisi lucida di quello che ti accade intorno. Gabriele io posso solo dire che ho sempre trovato molto interessanti e soprattutto ababstanza uniche nel panorama di divulgazione tolkieniana le tue dissertazioni-meditazioni. Mi farebbe piacere continuare a seguirti e leggerti. Ma capisco anche lo scoraggiamento per il resto. In bocca al lupo comunque per qualunque cosa tu decida.

  3. Caro Gabriele, come ti ho scritto già in privato, sono dispiaciutissimo di questa situazione. I tuoi articoli, anche sul sito hobbitfilm, sono sempre stati i più interessanti, e ho sempre atteso ansiosamente il tuo giudizio all’uscita di ogni news. Spero di poterti continuare a leggere in qualche modo. Nell’immediato la tua recensione sulla EE della DdS, la bramavo tantissimo…
    Un abbraccio e in bocca al lupo,
    Filippo

  4. È stato grazie alla tua presenza su HobbitFilm che ho scoperto questo sito. I tuoi commenti li ho sempre apprezzati e quando ho visto che scrivevi pure articoli su Meditazioni Tolkieniane, li ho sempre letti tutti con molto piacere.
    Io ti seguo esclusivamente tramite questo sito (non ho facebook) quindi non mi rendo conto dei problemi e difficoltà avute sui social network e se la situazione è così scoraggiante non posso biasimarti dalla tua decisione. Spero solo che sapere che ci sono pure alcune persone che ti seguono come dovrebbero ti risollevi il morale e che continui a portare avanti questo fantastico lavoro.
    In ogni modo ti ringrazio Gabriele per tutto ciò che hai fatto per noi.

Facci sapere cosa ne pensi, ma pensaci bene. ;)

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...