Accenni di Bibliometria sulla Terra-di-Mezzo

BREVE  PREFAZIONE

Non è certo un mistero l’avversione di J.R.R. Tolkien per una certa critica letteraria a lui contemporanea. E’ perfettamente visibile anche al lettore più approssimativo, nella Prefazione alla 2a edizione di Il Signore degli Anelli , in numerose occasioni nelle Lettere (cfr. La Realtà in Trasparenza) e, forse nella sua espressione più riuscita, nel saggio Beowulf: mostri e critici (cfr. Il Medioevo e il Fantastico).  Ad una prima occhiata, una bibliometria – ovvero un sistema di indicatori matematici per misurare i contributi dei singoli studi, autori ed editori a tutta la letteratura secondaria, la critica – non può che apparire come uno sforzo superfluo, incapace di assistere il lettore nella comprensione dell’opera (la letteratura primaria), specialmente quel lettore che non trovasse motivi per affrontare la critica da prima.

In realtà, considerare le dichiarazioni di Tolkien come aprioristiche o estensive di ogni produzione critica possibile è una forzatura, uno dei risvolti più comuni  e convinti del “deprecabile culto“. L’errore è su due livelli: il primo, applicare delle affermazioni specifiche all’infuori dell’oggetto preciso, il secondo (forse il più grave) è assurgere queste affermazioni fraintese ad un postulato. Il fatto che invece gli apprezzamenti di Tolkien alla critica dei suoi testi siano poco documentati nelle opere stesse contribuisce a circoscrivere l’interesse dei lettori categoricamente alla letteratura primaria, ma nemmeno a tutta, spesso. Apprezzamenti rari, ma sensibili, ancora più cari al Professore perché venivano dai suoi amici o da chi lo sarebbe diventato poi: uno dei primissimi volumi dedicati alle sue opere è la raccolta saggistica curata da Zimbardo e Isaacs Tolkien and the Critics (1968) in cui comparivano anche le recensioni di W.H. Auden su La Compagnia dell’Anello e di C.S. Lewis su Le Due Torri. Successivamente a queste grandi apologie degli anni ’50, nei ’60 era germinato un sottobosco di appassionati studenti universitari (con notevoli eccezioni di cattedra come C. S. Kilby) che discutevano di Tolkien come si sarebbe fatto di qualsiasi altro Grande della Letteratura, minoranza rispetto alle selve di giovani “cultori” che portavano Tolkien come bandiera di rivendicazione negli States. Nacquero le prime Società Tolkieniane in USA e UK e Tolkien le salutò con entusiasmo, come chi ha finalmente trovato qualcuno con cui parlare con proprietà e regolarmente dei propri tesori, ma soprattutto con sorpresa, finanche con iniziale sconvolgimento.

Quando Thomas Allan (Tom) Shippey scrisse e discusse ad una giornata commemorativa il suo primo studio accademico sul Professore “Tolkien as philologist” era il 1970. La segretaria di Tolkien, Joy Hill, era presente e chiese una copia della lezione convinta che il suo capo avrebbe apprezzato. Fu così e Tolkien lo fece sapere in via epistolare all’anglista e allora professore associato di Birmingham che (si scoprì poi) avrebbe ricalcato i passi accademici di Tolkien con una sovrapposizione pressoché totale. Dopo il loro incontro nel ’72, Tolkien mostrò più che una particolare simpatia verso Shippey. Dieci anni dopo (nove dopo la morte di Tolkien) Tom Shippey pubblicava un volume che avrebbe riscritto la storia della comprensione dell’opera tolkieniana: La via per la Terra-di-Mezzo*. 

The Road to Middle-Earth (1982) non solo riforgiò da zero la critica comprensiva dell’opera di Tolkien, ma incise perfino sulle opere stesse (postume). Furono le sue osservazioni, tra minori d’altri, che convinsero definitivamente Christopher Tolkien di come Il Silmarillion pubblicato “sia stato un errore“**. E che in nessun modo poteva considerarsi rappresentativo (fin dentro la narrativa stessa) di Il Silmarillion che il padre avrebbe voluto, né una sua versione accettabile. Se il progetto di The History of Middle-Earth era già in cantiere, la critica di Shippey fu decisiva perché si avvertisse l’importanza di poter disporre del corpus delle opere di Tolkien in una forma che quantomeno non modificasse la natura dell’opera incompiuta.
Si tratta solo dell’esempio più notevole di come la critica su Tolkien (quella davvero buona e pertinente) non possa che fare del bene alla comprensione della letteratura primaria, come presentavo in questo articolo all’attenzione dei miei lettori.

Consigli per l’Estate, Tolkien sotto l’Ombrellone!

La bibliometria può essere un metodo per valutare quale letteratura secondaria è “migliore” nel senso di “influente, incisiva” e “importante”, che nella fortunata fattispecie è proprio coincidente con “gode di maggior consenso”. Questi sono solo accenni, ma confido che possano far intuire i motivi per i quali vi verranno consigliati alcuni libri anziché altri e che nel contempo possa condurre ad altri esiti.

Un sentito ringraziamento per l’aiuto a Gianluca Comastri.


Indice

Introduzione
Premesse per una prima bibliometria tolkieniana

Analisi delle fonti scelte [in arrivo]
1. L’Encyclopedia – Studi Tolkieniani fino al 2006
2. Catalogo dei Tokien Studies (dal 2004 ad oggi)
[….]

——————————-NOTE——————————-

* Un breve resoconto del rapporto tra Shippey e Tolkien è descritto nella Prefazione alla 3a edizione, l’unica tradotta in Italia.
** 
PrefazioneThe Book of Lost Tales vol.1, The History of Middle-Earth (1983), anche in Italiano come Racconti Ritrovati.  L’affermazione fu espressa soltanto un anno dopo la pubblicazione del volume di Shippey. Da allora Il Silmarillion e Il Silmarillion (saltuariamente con altre notazioni e varietà di significato) indicano due oggetti diversi: il corsivo è per la versione pubblicata.

Per approfondite: una breve esposizione della storia della critica internazionale di Roberto Arduini sull’Unità.

I diritti di riproduzione della fotografia sono © Pamela Chandler/ArenaPal.

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2 pensieri su “Accenni di Bibliometria sulla Terra-di-Mezzo”

  1. Ottimo articolo, complimenti! Continuo a dispiacermi per il fatto che The History of Middle Earth non è stata tradotta in italiano, e quindi noi non potremo mai beneficiare di certi testi che sono per noi indispensabili.
    PS: la Società Tolkieniana Italiana quando è nata?

Facci sapere cosa ne pensi, ma pensaci bene. ;)

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