La voce di Claudio, vigilia per la Caduta

Siamo alla vigilia di un giorno – forse, sperando che Bompiani non abbia altre sorprese con cui deluderci – importante per l’editoria italiana su Tolkien. Finalmente domani sarà disponibile The Fall of Arthur, il poema allitterativo del Professore sulla morte di Artù : non saprei riassumere meglio che qui i punti focali sulla genesi dell’opera, quindi vi mando direttamente all’ottimo articolo dell’ARsT.

Inoltre, qui potete leggere la critica di uno dei migliori studiosi di Tolkien (nonché l’apripista indiscusso) in assoluto, di Tom Shippey.

Non è della sola vigilia cronologica che io voglio discutere, ma della vigilanza, come disposizione d’animo che consente la comprensione di tutto l’umano in azione in un Cavaliere e in un cavaliere di Britannia, come raccontato dalla tradizione arturiana e come passato sotto lo sguardo e la penna di Ronald Tolkien. Per farlo mi avvarrò della compagnia di un cantautore di Romagna, poco conosciuto alle classifiche, ma stimato molto da colleghi ed amici come Gaber e Guccini : il compianto Claudio Chieffo.

Claudio Chieffo al suo ultimo concerto, al Meeting di Rimini per l’Amicizia dei Popoli nel 2006.

Perché questa vigilia, sia la vigilia anche di chi legge, sia la coscienza vigile su quel re leggendario che affronta la sua Caduta, sicché possiamo ritrovarci, insieme a Galvano, a sorreggergli il capo e a ricordargli di Avalon. Perché se è vero che The Fall of Arthur rientra in quegli esercizi di stile che Tolkien sicuramente considerava dilettevoli o preparatori alle narrazioni più magniloquenti sulle sue storie originali, è altrettanto vero che raramente si incorre in uno scritto di Tolkien che non possa parlare alle aspirazioni più profonde di tutti gli uomini.
Il presente articolo è da prendere quindi come invito personale, non in un eventuale rigore analitico che non è posto come obiettivo. Un invito alla lettura, tramite un invito all’ascolto. Continua a leggere La voce di Claudio, vigilia per la Caduta

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Nessun Drago è una viverna! (nemmeno quelli a due zampe)

Celeberrimo dipinto di Paolo Uccello, San Giorgio e il Drago, alla National Gallery di Londra. Il Drago è bipede.

Fino a qualche settimana Evangeline Lilly veniva considerata il fondo del barile (parlando di La Desolazione di Smaug), ma, a quanto pare, non c’è sufficiente disonestà intellettuale nello spettatore medio per continuare la sassaiola, dopo le esecuzioni attoriali recentemente mostrate. Hanno dovuto trovare dell’altro per lamentarsi e non c’era dubbio che ci sarebbero riusciti. Così sull’onda di “fans” che non sembrano avere altra preoccupazione di dove siano giunte le ali dell’Urulòkë, TheOneRing fa eco al nostrano OrgoglioNerd nella nuova fiera del superfluo: Smaug sarà un Drago o una Viverna? E, soprattutto: “non deve essere una Viverna!”. Ma in simili facezie c’è poco di cui essere orgogliosi.

Intendiamoci bene, l’iconografia del Drago in un film su Lo Hobbit non può, né deve essere una questione marginale: il cinema è (o dovrebbe essere) arte audiovisiva e questo fa dell’iconologia preparata e realizzata un elemento fondante. Di questo si può parlare volentieri, a condizione di non avere come unica preparazione l’utilizzo del noto gioco da tavolo Dungeons & Dragons che, sebbene non ci dovrebbe essere bisogno di dirlo, non ha nessun valore culturale nel merito della mitologia antica e medievaleContinua a leggere Nessun Drago è una viverna! (nemmeno quelli a due zampe)

Preparare il primo incontro con Bilbo, tra pagina, grande schermo e banchi di scuola

Consigli per i professori dei nostri ragazzi e non solo! Genitori, fratelli maggiori e chi più ne ha, ne metta. Articolo dedicato alla mia professoressa delle medie Maria Vittoria, che l’anno scorso mi chiese come si dovesse preparare al film Un Viaggio Inaspettato insieme alla sua classe. Continua a leggere Preparare il primo incontro con Bilbo, tra pagina, grande schermo e banchi di scuola

Previsioni e Speculazioni su La Desolazione di Smaug : come procede e dove e quando finisce?

Nel presente articolo ci sono elementi d’appunto che anticipano il contenuto narrativo del film. Chi scrive l’articolo non ritiene che le anticipazioni, specialmente al di fuori di una sceneggiatura non originale, siano un impedimento al pieno godimento del film in sala, di conseguenza nel testo non ne farà discreta parsimonia. 

E’ tempo di previsioni su come sarà articolata la sceneggiatura de La Desolazione di Smaug. Perché vale la pena scrivere di questo aspetto?

Aggiornamento del 5 dicembre

  • Il B-roll, tra i vari ciak, ne mostra uno che potrebbe fare luce su la separazione dei Nani (come segnala Andrea Piazza, che ringraziamo). 4 di loro potrebbero essere diretti ai Colli Ferrosi e chiamare a raccolta i Lungobarbi di Dain. Infatti Bard e un suo confidente che conosce le strade del nord rimangono perplessi da una via intrapresa, troppo orientale per la Montagna. In questo caso si eliminerebbe uno scomodo elemento della narrativa tolkieniana (i Corvi Imperiali, che favellano).
    Tuttavia l’idea non è scevra di criticità: se davvero Thorin volesse l’intervento del cugino e del suo esercito, perché non farlo sapere alla cittadinanza? Sono meglio 2000 nani armati o 13+1 spericolati alla ventura? E’ altresì possibile che Thorin abbia informato della cosa solo il governatore e alcune autorità, per ottenere maggiore confidenza: potrebbe essere proprio un diversivo, un inganno, per rassicurare gli astanti. Bard e il cittadino non fanno menzione, difatti, che solo parte della spedizione si avvia verso Est: questo si risolve o con l’ammissione che tutti fingono di andare a Est, suscitando in Bard ignaro delle confidenze col Governatore una naturale perplessità, oppure solo considerando che i 4 partono in un momento significativamente successivo. Quest’ultima affermazione avrebbe poco senso: il tragitto di Dain, se fosse un proposito da subito per Thorin, dev’essere affrettato il più possibile, perché i Colli Ferrosi sono lontani. Tuttavia sappiamo che non tutti i Nani arrivano alla Montagna.
    Quindi, l’ipotesi più probabile è che la non specificazione della comitiva nella sua parzialità, sia dovuta al viaggio della maggioranza. Thorin, e i suoi ora 10 dieci compagni, fingono di andare verso Est, consci che Dain ha già rifiutato (vedi discussione in Casa Baggins, tradotto erroneamente con “I Durin sono con noi?”, sarebbe “Dain è con noi?”) fin quando un Drago dorme sul Tesoro di Thròr.

Aggiornamenti del 3 Dicembre:

  • La clip rilasciata su EW evidenzia come Tauriel sarà una disertrice, nell’inseguire i Nani. Dunque Legolas e la capitana arriveranno alla Città-del-Lago senza altro seguito e non faranno le veci di Thranduil.

Aggiornamenti del 30 Novembre:

  • Il film è stato valutato con un tempo complessivo di 2 ore e 41 minuti. La scaletta finale rimane valida in proporzione, pur sforando di qualche minuto.
  • La traccia A Spell of Concealment (Un Incantesimo di Copertura) potrebbe indicare, non soltanto l’abilità portinaia dei Nani sull’entrata secondaria, ma anche la liberazione di Gandalf dalla prigionia a Dol Guldur grazie all’azione congiunta di Radagast e Beorn.

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Lo Hobbit – Verso la Casa sempre Attesa

« Mi manca casa mia, è vero » e non ha mai smesso di mancarmi. Ti puoi sedere in una sala cinematografica, ben conscio che alla fine della proiezione, ora più, ora meno, sarai a casa tua. Eppure mentre sei seduto, tranquillo, comodo, con la neve fuori che sbeffeggi, e guardi, ti manca casa tua: e ti manca anche quando sei tornato e da principio non capisci perché continua a mancarti.

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